Ricerca e sviluppo

La ricerca scientifica resta uno dei principali punti di forza di Agroservice S.p.A, che da sempre punta lo sguardo sul panorama scientifico mondiale per quello che concerne il miglioramento genetico e lo sviluppo delle nuove tecnologie applicabili ad esso.
Oggi l’Agrosevice S.p.A. punta ad essere una azienda leader nel campo della ricerca scientifica per l’ottenimento di varietà che meglio si adattano alle esigenze sia degli agricoltori sia delle industrie di trasformazione.
Non a caso l’azienda può vantare l’acquisizione di ISEA appartenuta al gruppo Angelini, la quale è stata sempre attenta nello sviluppo scientifico, raggiungendo in tale ambito una posizione di primo piano. Ricordiamo a tale riguardo che ISEA è detentrice di 35 brevetti e varietà. Si può affermare che ISEA ha dato un enorme contributo alla diffusione del grano duro in Italia grazie alla diffusione della varietà Creso, di costituzione ENEA.
Oggi con l’acquisizione da parte di Agroservice, ISEA sta ridefinendo il proprio ruolo con l’obiettivo di un ulteriore qualificazione nella ricerca, ampliando i propri laboratori a favore delle nuove e più avanzate tecnologie di biologia molecolare messe a disposizione dal progresso scientifico.
Infatti dalla collaborazione con il CERMIS- Centro ricerche e Sperimentazione per il Miglioramento Vegetale “N.Strampelli”di Tolentino (MC) (ente del quale Agroservice S.p.A. è socio), si sta per realizzare un laboratorio di biologia molecolare che servirà da supporto per la selezione di nuove varietà vegetali.
Grazie anche alle sempre maggiori conoscenze a livello genomico che ci sono fornite dal mondo scientifico, l’obbiettivo sarà quello di ottenere genotipi superiori adatti alle diverse condizioni agro-ambietali sia a livello Nazionale sia Europeo.
Una collaborazione è in atto anche con il CRA (sezione operativa di Foggia) per lo sviluppo di alcune varietà di frumento duro.
Nell’ambito della ricerca scientifica per le leguminose, Agroservice oltre alla collaborazione con il CERMIS, collabora anche con l’ENEA in un progetto per lo sviluppo di alcune varietà di cece, pisello proteico, favino e veccia.
In particolare si cercherà di conciliare un ottima performance produttiva con acquisizione della resistenza contro alcuni dei più importanti patogeni delle leguminose e cioè l’Ascochyta spp. Fusarium spp. ecc.
Nell’ambito della sperimentazione di campo Agroservice si avvale di un’ampia superficie messa a disposizione dal CERMIS per quanto riguarda le prime generazioni di selezione, mentre una rete di campi esterni dislocati su tutto il territorio nazionale trova impiego per la valutazione delle performance agronomiche e qualitative delle nuove linee in fase avanzata di selezione e per l'individuazione della tecnica agronomica più idonea per ogni nuovo prodotto, che consente di elaborare indicazioni sulla migliore tecnica colturale da attuare per la piena valorizzazione del potenziale genetico racchiuso nella semente.

Cenni storici sull’evoluzione della genetica.

Dall’inizio dell’addomesticazione delle piante due momenti storici hanno rivoluzionato tale processo, portando all’ottenimento di materiale vegetale che meglio ha risposto ai requisiti richiesti man mano che il decorso storico dell’uomo agricoltore andava avanti.
Il primo di questi due momenti si ha agli inizi del secolo, quando ci si rese conto dell'importanza delle idee di Gregor Johann Mendel (Esperimenti sugli ibridi vegetali, pubblicati sulla rivista della Società di Storia Naturale di Brno nel 1866 ) .

Gregor Johann Mendel


Nel 1900, il suo lavoro fu riscoperto da Hugo de Vries, Carl Correns ed Erich von Tschermak. Ronald Fisher nel 1918 usò la teoria mendeliana come base per la sintesi moderna nella biologia evoluzionistica.
Quello che poteva essere una visione del fenotipo era in realtà il risultato finale di un complesso processo biologico ancora sconosciuto, ma che ben presto fu svelato.
A spianare la strada della comprensione di quali processi biologici fossero alla base delle differenze genetiche fra le diverse specie o tra gli individui della stessa specie furono due ricercatori, lo statunitense James Watson ed il britannico Francis Crick , i quali nel 1953 presentarono sulla rivista Nature quello che è oggi accertato come il primo modello accurato della struttura del DNA: quello della doppia elica.
Questo è il secondo momento storico fondamentale che segnerà profondamente l’evoluzione della genetica moderna.
In una importante presentazione del 1957, Crick propose il dogma centrale della biologia molecolare, che fissa le relazioni tra DNA, RNA e proteine. La conferma finale del meccanismo di replicazione basato sulla struttura a doppia elica fu fornita nel 1958 dall'esperimento di Meselson-Stahl. Un successivo lavoro di Crick dimostrò come il codice genetico fosse basato su triplette di basi non sovrapposte, permettendo ad Har Gobind Khorana, Robert Holley e Marshall Warren Nirenberg di decifrarlo. Queste scoperte sono alla base della moderna biologia molecolare.


James Watson
Francis Crick


Dal lontano 1953 la ricerca sul DNA ha fatto passi da gigante. Oggi non si discute più della struttura del DNA, ormai assodata, ma di cosa fa un particolare pezzo di DNA, di come la nostra storia sia scritta dentro questa molecola, della relazione fra DNA e malattie e dell’utilizzo di questa molecola in quelle che vengono definite le nuove biotecnologie.
Non bisogna dimenticare, però un terzo passaggio chiave che ci ha permesso di leggere e decifrare l’enorme sequenza di basi azotate che costituscono l’informazione genetica di ogni individuo vivente: la scoperta della reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction o PCR) una tecnica che ha rivoluzionato il mondo della chimica e della genetica, permettendo l’amplificazione in vitro di frammenti di DNA, con innumerevoli applicazioni in campo medico, agrario, animale e nelle investigazioni della magistratura.
Questa scoperta fu fatta nel 1983 da Kary Banks Mullis e gli valse nel 1993 il premio Nobel per la chimica.


Kary Banks Mullis

Se oggi la tecnologia molecolare ci ha portato a sequenziare diversi genomi di diverse specie viventi, fra cui l’uomo, e all’individuazione di molti geni di interesse sia umano, che animale ed agrario, un grosso ringraziamento va a questo uomo che ho avuto il piacere di conoscere personalmente.

Dott. Vincenzo Natoli Ph.D.
Responsabile Ricerca e Sviluppo
AGROSERVICE S.p.A.

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